DETRAZIONE IRPEF PER LE SPESE DI FREQUENZA DELLE UNIVERSITÀ NON STATALI
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La presente Circolare analizza la disciplina della detrazione IRPEF del 19% in relazione alle spese per la frequenza di Università non statali, applicabile al periodo d’imposta 2023 (modelli 730/2024 e REDDITI PF 2024), sulla base:
– dei limiti di importo stabiliti dal DM 7.12.2023 n. 1577 (pubblicato sulla G.U. 30.1.2024 n. 24);
– dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate.

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DETRAZIONE IRPEF PER LE SPESE DI FREQUENZA DELLE UNIVERSITÀ NON STATALI – premessa:

Per effetto delle modifiche apportate dalla L. 28.12.2015 n. 208 (legge di stabilità 2016) all’art. 15 co. 1 lett. e) del TUIR, la detrazione IRPEF del 19% si applica in relazione alle spese per la fre­quen­­­za di corsi di istruzione universitaria presso:

  • Università statali (senza limiti di importo);
  • Università non statali, in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna fa­coltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (ora Ministero dell’Università e della Ricerca), tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle Università statali.

In attuazione della disciplina in esame, con il DM 7.12.2023 n. 1577 (pubblicato sulla G.U. 30.1.2024 n. 24), il Ministero dell’Università e della ricerca ha quin­­di individuato l’importo mas­­simo de­traibile dall’IRPEF lorda delle spese per la fre­quenza di Università non statali in relazione al periodo d’imposta 2023 (modelli 730/2024 e REDDITI PF 2024), rimasto invariato rispetto all’importo per il 2022 e 2021.

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