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La presente Circolare riepiloga i dati e le informazioni necessarie allo Studio per la compilazione delle dichiarazioni dei redditi relative al 2020 (modelli REDDITI 2021):
– delle persone fisiche;
– dei soggetti titolari di redditi di lavoro autonomo professionale;
– degli imprenditori individuali;
– delle società di persone.


RICHIESTA INFORMAZIONI PER IL MODELLO REDDITI 2021 PERSONE FISICHE

Di seguito abbiamo predisposto una scheda che riepiloga i dati e le informazioni necessarie al no­­­stro Studio per la compilazione della dichiarazione dei redditi modello REDDITI 2021, relativa all’an­­no 2020, delle persone fisiche.

Per i soggetti titolari di redditi di lavoro autonomo professionale, gli imprenditori individuali e le so­cie­tà di persone, si vedano anche le schede successive.

Lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

MODELLO REDDITI 2021 – PERSONE FISICHE

SCHEDA RICHIESTA INFORMAZIONI E DOCUMENTAZIONE

Nome e cognome cliente ………………………………………….……………………………….……………….

  • variazioni dati anagrafici dichiarante/coniuge/familiari a carico (indicazione dei figli di età infe­rio­re a 3 anni, degli eventuali figli portatori di handicap, dei mesi in cui il familiare è a carico e della relativa percentuale); eventuale sentenza di separazione o divorzio;
  • documentazione prevista per il riconoscimento delle detrazioni d’imposta per familiari a carico di soggetti extracomunitari resi­den­ti in Italia;
  • documentazione relativa al trasferimento in Italia dall’estero e per la fruizione delle age­vola­zioni previste per il rientro dei docenti e ricercatori, dei lavoratori e dei pensionati;
  • per i soggetti non residenti in Italia, certificato di iscrizione all’AIRE (se cittadini italiani) e dati re­lativi alla residenza anagrafica all’estero;
  • documentazione relativa alle variazioni dei redditi dei terreni e dei fabbricati: acquisto, vendi­ta, accatastamento, variazioni catastali, successione, donazione, concessione in locazione/sublo­ca­­zione/affitto/comodato/locazione del comodatario, fabbricati destinati ad abitazione princi­pa­le, fabbricati tenuti a disposi­zione, im­mobili vincolati di inte­res­se storico e/o artistico, fabbri­cati distrutti o inagibili a seguito di eventi sismici o altri eventi calamitosi, ecc.; specificare i terreni posseduti o condotti da coltivatori diretti o imprenditori agri­coli professionali;
  • ricevute di pagamento dell’IMU relativa al 2020 e altra documentazione rilevante ai fini dalla de­terminazione dell’imposta dovuta per tale anno o per l’applicazione di cause di esen­zione (se non gestita dallo Studio);
  • ricevute di pagamento dell’IMI o dell’IMIS relativa al 2020, per gli immobili ubicati nelle Pro­vin­ce autonome di Bolzano e Trento (se non gestita dallo Studio);
  • atti di acquisto di immobili, a partire dall’1.1.2020, usufruendo delle agevolazioni prima casa;
  • canoni di locazione relativi al 2020 anche se non percepiti (compresi i locali condominiali);
  • con riferimento ai canoni di locazione di immobili ad uso abitativo non percepiti nel 2020:
  • se derivanti da contratti di locazione stipulati fino al 31.12.2019, convalida di sfratto per morosità;
  • se derivanti da contratti di locazione stipulati dall’1.1.2020, intimazione di sfratto per moro­sità o ingiunzione di pagamento;
  • attestazione delle imposte versate sui canoni di locazione di immobili abitativi venuti a sca­denza e non percepiti come da accertamento avvenuto nell’ambito del procedimento giurisdi­zio­nale di convalida di sfratto per morosità;
  • canoni di locazione “convenzionali” relativi ad immobili siti in Comuni ad alta tensione abita­tiva o per i quali è stato deliberato lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi ca­lami­tosi;
  • canoni di locazione di immobili ad uso abitativo o commerciale per i quali è stata effettuata l’opzione per la “cedolare secca” o per i quali l’opzione deve essere esercitata in dichia­ra­zio­ne; l’opzione per la cedolare secca può essere esercitata anche per le unità immobiliari abi­ta­ti­ve locate nei con­fronti delle cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di lucro, purché sublo­cate a studenti universitari e date a disposizione dei Comuni con rinuncia all’ag­gior­na­mento del ca­none di locazione o assegnazione;
  • corrispettivi ed eventuali ritenute (risultanti dalle Certificazioni Uniche 2021) relativi a contratti di locazione breve, stipulati dall’1.6.2017 da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’im­presa, comprese le sublocazioni e le concessioni in godimento a terzi a titolo oneroso da parte del comodatario; eventuale opzione per la “cedolare secca” da esercitare in dichiarazione;
  • canoni di locazione di fabbricati siti in zone rurali, non abitabili al 7.5.2004 e successiva­mente ristrutturati (per gli imprenditori agricoli);
  • indicare se alcuni terreni sono stati concessi in affitto nel 2020 a giovani che non abbiano su­pe­rato i 40 anni e che posseggano la qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agri­colo professionale;
  • spese sostenute per canoni di affitto dei terreni agricoli, con indicazione degli ettari presi in affitto (per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali di età inferiore ai 35 anni);
  • dati relativi all’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e detenuta in locazione (per la quale spetta una detrazione IRPEF);
  • dati relativi al credito d’imposta spettante per la riparazione, la ricostruzione o il riacquisto de­gli immobili danneggiati o distrutti dal terremoto in Abruzzo del 2009;
  • dati relativi agli immobili concessi in locazione o comodato a nuclei familiari le cui abita­zioni principali siano state distrutte o dichiarate inagibili in conseguenza del terremoto in Abruzzo del 2009;
  • estremi di registrazione (o codice identificativo) dei contratti di locazione, per gli immobili situa­ti nella Regione Abruzzo e concessi in locazione a soggetti residenti nei Comuni colpiti dal ter­re­moto del 2009, le cui abitazioni siano state distrutte o dichiarate inagibili;
  • certificazioni dei redditi di pensione, da lavoro dipendente o assimilati (Certificazione Unica 2021 o Certificazione Unica 2020 in caso di cessazione del rapporto);
  • certificazioni dei redditi di lavoro dipendente o assimilati percepiti da soggetti non sostituti d’im­­­­­posta;
  • stipendi, pensioni e redditi assimilati prodotti all’estero, percepiti da soggetti residenti, ed even­­tua­­li imposte pagate all’estero; specificare se si tratta di lavoratori dipendenti “fron­talieri”;
  • redditi prodotti in euro e in franchi svizzeri dai residenti a Campione d’Italia;
  • assegni periodici percepiti quale coniuge separato o divorziato, con specificazione della quo­ta per il mantenimento dei figli;
  • altri assegni periodici (testamentari/alimentari);
  • borse di studio;
  • indennità percepite per cariche pubbliche elettive;
  • certificazioni dei redditi e delle ritenute relativi a rapporti di lavoro autonomo (diritti d’autore o d’inventore, associazione in partecipazione, collaborazioni con società e associazioni spor­tive dilettantistiche, ecc.) e di lavoro occasionale;
  • compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni percepiti da docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado;
  • prospetto del reddito di partecipazione in società di persone o associazioni assimilate, srl che hanno optato per la trasparenza fiscale, imprese familiari e aziende coniugali (se non ge­stito dallo Studio);
  • oneri deducibili o detraibili ai fini IRPEF sostenuti da società semplici o soggetti assimilati;
  • certificati dei sostituti d’imposta per i dividendi e le remunerazioni percepite in qualità di as­so­ciato in partecipazione nel corso del 2020 (se relativi ad utili non assoggettati a rite­nuta a ti­to­lo d’imposta o ad imposta sostitutiva);
  • altri redditi di capitale non assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitu­tiva;
  • risarcimenti, anche assicurativi, per perdite di reddito;
  • redditi percepiti mediante procedure di pignoramento presso terzi ed eventuali ritenute subi­te;
  • erogazioni liberali in denaro, effettuate nel 2020, per interventi che danno diritto ad un credito d’im­posta (c.d. “Art bonus”), vale a dire:
  • manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
  • sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fonda­zioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
  • realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o isti­tu­­zio­ni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusi­va­mente attività nello spetta­colo;
  • erogazioni liberali in denaro, effettuate da ultimo nel 2018, a favore di istituti scolastici che danno diritto ad un credito d’imposta (c.d. “School bonus”, da utilizzare in tre quote annuali di pari importo), vale a dire quelle destinate:
  • alla realizzazione di nuove strutture scolastiche;
  • alla manutenzione e al potenziamento di quelle esistenti;
  • al sostegno di interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti;
  • erogazioni liberali in denaro, effettuate nel 2020, con riferimento agli interventi di restauro e ri­strutturazione di impianti sportivi pubblici, ancorché destinati ai soggetti concessionari (c.d. “Sport bonus”);
  • erogazioni liberali in denaro, effettuate nel 2020, per interventi di bonifica ambientale su edifici e terreni pubblici;
  • credito d’imposta spettante per il 2020 relativo alle mediazioni per la conciliazione di con­tro­versie civili e commerciali;
  • credito d’imposta spettante per il 2020 in relazione ai compensi corrisposti agli avvocati abi­litati nel procedimento di negoziazione assistita concluso con successo, oppure agli arbitri in caso di conclusione dell’arbitrato con lodo;
  • credito d’imposta spettante per il 2020 a seguito del reintegro delle somme anticipate dai fon­­­di pensione;
  • credito d’imposta, per un importo massimo di 750,00 euro, per le spese sostenute dall’1.8.2020 al 31.12.2020 per l’acquisto di monopattini elettrici, biciclette elettriche o muscolari, abbo­na­menti al trasporto pubblico, servizi di mobilità elettrica in condivisione o sostenibile, spettante a coloro che hanno rottamato almeno due autovetture;
  • scelta per la destinazione dell’8 per mille dell’IRPEF a confessioni religiose riconosciute (o al­lo Stato per finalità sociali o umanitarie);
  • scelta per la destinazione del 5 per mille dell’IRPEF al sostegno degli enti no profit (ONLUS, as­sociazioni di volontariato e di promozione sociale, associazioni e fondazioni riconosciute che operano in determinati settori, associazioni sportive dilettantistiche in possesso di deter­mi­­nati requisiti), oppure al finanziamento della ricerca scientifica o sanitaria, o al finanzia­mento delle at­ti­vità di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, oppure al so­stegno degli enti gestori delle aree protette, con eventuale indicazione dello specifico sog­getto bene­fi­ciario, oppure al Comune di residenza fiscale;
  • scelta per la destinazione del 2 per mille dell’IRPEF ad un partito politico iscritto nell’appo­sito Re­gistro nazionale;
  • scelta per la destinazione del 2 per mille dell’IRPEF ad un’associazione culturale iscritta in un apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  • dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2019 (modello 730/2020 o REDDITI PF 2020) o ultima dichiarazione presentata (se non gestita dallo Studio);
  • dichiarazioni integrative di anni pregressi presentate nel 2020 (se non gestite dallo Studio);
  • modelli F24 di versamento di tributi e contributi eseguiti dall’1.1.2020 fino al momento di pre­sentazione della dichiarazione, con eventuali compensazioni, anche se a saldo zero (se non gestiti dallo Studio); indicare eventuali versamenti in eccesso effettuati per errore e per i quali non sia stata attivata la procedura di rimborso;
  • imposte e oneri rimborsati.

Documentazione riferita a:

  • lottizzazione od opere su terreni da rendere edificabili;
  • cessioni di beni immobili effettuate nel 2020, entro 5 anni dall’acquisto, esclusi quelli per­venuti per successione (indicare il periodo in cui gli immobili sono stati adibiti ad abita­zione prin­ci­pa­le), salvo che sia già stata applicata l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze ad opera del notaio;
  • cessioni di terreni edificabili effettuate nel 2020;
  • perizie e versamenti dell’imposta sostitutiva per l’affrancamento dei terreni posseduti all’1.7.2020, e/o all’1.1.2020 e/o in date anteriori;
  • indennità di esproprio e altre somme percepite nell’ambito del procedimento espropriativo;
  • vincite a lotterie, concorsi a premio, scommesse;
  • immobili situati all’estero: reddito; costo di acquisto o valore di mercato; valore utilizzato nello Stato estero per il pagamento di imposte sul patrimonio o sui trasferimenti; eventuali imposte patrimoniali o reddituali versate nello Stato estero;
  • imposta patrimoniale sugli immobili posseduti all’estero (IVIE) versata in acconto per il 2020;
  • redditi derivanti dalla cessione, affitto o usufrutto di aziende;
  • redditi derivanti dall’utilizzazione da parte di terzi di beni mobili o immobili;
  • differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore;
  • redditi di natura fondiaria non determinabili catastalmente e affitti di terreni per usi non agri­coli;
  • redditi derivanti da attività commerciali occasionali e ritenute subite (per prestazioni a favore di condomìni);
  • proventi derivanti da attività di noleggio occasionale di navi e imbarcazioni da diporto;
  • plusvalenze da cessioni di partecipazioni (azioni/quote) e altri redditi diversi di natura finan­zia­ria per i quali il corrispettivo sia stato incassato, in tutto o in parte, nel 2020 (se non si è optato per il regime del “risparmio amministrato” o del “risparmio gestito”);
  • perizie e versamenti dell’imposta sostitutiva per l’affrancamento delle partecipazioni non quo­tate possedute all’1.7.2020 e/o all’1.1.2020 e/o in date anteriori, ovvero perizie e versamenti dell’imposta sosti­tu­tiva per l’affrancamento delle partecipazioni “non qualificate” (quotate e non quotate) posse­dute al 31.12.2011 e/o al 30.6.2014;
  • plusvalenze derivanti dalla cessione di quote di partecipazione in fondi immobiliari;
  • certificazioni degli intermediari (es. banche e SIM) attestanti le minusvalenze o le perdite residue a seguito della chiusura di rapporti in regime di “risparmio amministrato” o di “rispar­­mio gestito”;
  • redditi assoggettati a tassazione separata (plusvalenze, indennità, ecc.) soggetti all’ac­conto d’im­posta del 20%;
  • consistenza degli investimenti esteri produttivi di reddito imponibile in Italia e delle attività estere di natura finanziaria detenuti nel corso del 2020; per questi beni è necessario acquisi­re il valore all’inizio del periodo d’imposta e quello al termine del periodo d’imposta o del pe­riodo di deten­zione. Si ricorda che sono considerati produttivi di reddito per presun­zione tutte le attività finan­ziarie e tutti gli immobili detenuti all’estero (anche se tenuti a disposizione), i diritti reali e le multiproprietà relativi a immobili esteri, gli yacht, le opere d’arte e i gioielli;
  • attività finanziarie detenute all’estero: costo di acquisto; valore nominale o di rimborso; valore di mercato; eventuali imposte patrimoniali o reddituali versate nello Stato estero;
  • documentazione relativa ai dossier titoli custoditi o amministrati da intermediari non residenti e re­lativa movimentazione;
  • imposta patrimoniale sulle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE) versata in ac­conto per il 2020;
  • conti correnti e libretti di risparmio detenuti all’estero. Per i conti correnti detenuti in Paesi con­si­derati a fiscalità privilegiata, occorre individuare il valore massimo raggiunto dal conto nel cor­so del 2020. Inoltre, con riferimento ai conti correnti esteri si osserva che:
  • essi scontano l’IVAFE se il loro valore medio di giacenza annuo supera i 5.000,00 euro;
  • devono essere indicati nel quadro RW se nel corso del 2020 hanno raggiunto un valo­re massimo complessivo superiore a 15.000,00 euro;
  • controvalore in euro della valuta virtuale posseduta all’1.1.2020 ed al 31.12.2020;
  • interessi di fonte estera, percepiti senza il tramite di intermediari finanziari residenti;
  • proventi su depositi a garanzia di finanziamenti a imprese residenti soggetti al prelie­vo del 20%, effettuati fuori dal territorio dello Stato, maturati fino al 31.12.2011 e percepiti nel 2020 senza il tramite di intermediari finanziari residenti;
  • aumenti di capitale sottoscritti tra il 20.5.2020 e il 31.12.2020, con ricevute di versamento delle somme relative.

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla deduzione dal reddito complessi­vo:

  • contributi previdenziali e assistenziali obbligatori (es. contributi INPS artigiani e commer­­cian­ti, con­tributo INPS per i professionisti senza Cassa, contributo INPS trattenuto sulle prov­vi­gio­­ni dei venditori a domicilio, sui compensi dei lavoratori autonomi occasionali e degli as­so­cia­ti in par­­tecipazione che apportano esclusivamente lavoro, contributi alle Casse pro­fes­­sio­na­li, pre­mi INAIL per le casalin­ghe); si ricorda che non è più deducibile il contributo al Ser­vi­zio Sanitario Na­­zionale (c.d. “tassa salute”) pagato con l’assicurazione per la responsabilità ci­vile deri­van­te dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti;
  • contributi INPS e premi INAIL a carico dei collaboratori coordinati e continuativi e dei lavo­ra­tori a progetto (se non sono già stati dedotti in sede di effettuazione delle ritenute);
  • contributi previdenziali non obbligatori (es. per prosecuzione volontaria, ricongiunzione, ri­scat­ti, ecc.), contributo INPS per iscrizione facoltativa;
  • contributi per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare (es. colf, baby sitter e “badanti”), anche relativi a prestazioni occasionali o rimborsati all’agenzia interinale;
  • contributi per la previdenza complementare (fondi pensione e polizze assicurative pre­viden­ziali), anche se sostenuti per i familiari a carico, per la parte che non trova capienza nel red­dito complessivo di questi ultimi;
  • per i lavoratori di prima occupazione avvenuta nel 2015, contributi per la previdenza com­ple­men­­­tare versati negli anni 2015-2019, al fine di determinare l’eventuale maggiore plafond di deducibilità applicabile dal periodo d’imposta 2020;
  • spese mediche generiche e di assistenza specifica sostenute da portatori di handicap;
  • spese per l’acquisto di medicinali sostenute da portatori di handicap: fatture o scontrini fiscali con­tenenti la specificazione della natura, qualità (numero di autorizzazione all’immis­sione in com­­­mercio rilasciata dall’Agenzia italiana del farmaco) e quantità dei beni e l’indi­ca­zione del codice fiscale del destinatario; fatture o scontrini fiscali relativi a prepara­zioni galeniche; docu­mentazione rilasciata dalla farmacia estera;
  • spese per prestazioni rese in caso di ricovero presso istituti di assistenza;
  • contributi versati ai fondi sanitari integrativi;
  • erogazioni liberali a favore della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose ricono­sciu­te;
  • assegni periodici corrisposti al coniuge separato o divorziato (indicando il relativo codice fiscale), con specificazione della quota per il mantenimento dei figli;
  • assegni periodici relativi a rendite vitalizie in forza di donazione o testamento e assegni ali­mentari stabiliti dall’autorità giudiziaria;
  • somme investite nel capitale sociale di start up innovative da parte di srl partecipate che han­no optato per la trasparenza fiscale;
  • spese sostenute (compresi gli interessi passivi su mutui) per l’acquisto o la costruzione di im­mobili abitativi da destinare, entro 6 mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di co­stru­zione, alla locazione per una durata complessiva non inferiore a 8 anni (sono agevolatigli acquisti ef­fettuati dall’1.1.2014 al 31.12.2017);
  • erogazioni liberali ad organizzazioni non governative (ONG) che operano nel campo della coopera­zio­ne con i Paesi in via di sviluppo;
  • erogazioni liberali, in denaro o in natura, a favore di ONLUS, associazioni di promozione sociale (APS) e organizzazioni di volontariato (ODV);
  • erogazioni liberali a favore di fondazioni e as­so­cia­­zioni riconosciute che operano nell’ambito dei beni culturali o della ricerca scientifica, di uni­versità ed altri enti di ricerca, degli enti parco regionali e nazionali;
  • somme restituite nel 2020 al soggetto erogatore, se sono state assoggettate a tassazione in an­ni precedenti;
  • somme che non avrebbero dovuto concorrere a formare i redditi di lavoro dipendente ed assi­milati e che invece sono state tassate;
  • canoni, livelli, censi, altri oneri gravanti sui redditi di immobili;
  • contributi a consorzi obbligatori;
  • indennità per perdita di avviamento corrisposta al conduttore di immobili non abitativi;
  • spese sostenute dai genitori adottivi di minori stranieri per l’espletamento della relativa pro­cedura di adozione internazionale;
  • erogazioni liberali in denaro per il pagamento degli oneri difensivi dei soggetti ammessi al pa­trocinio a spese dello Stato;
  • erogazioni liberali, donazioni e altri atti a titolo gratuito effettuati nei confronti di trust, ovvero dei fondi speciali, istituiti a favore delle persone con disabilità grave.

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 19%:

  • spese mediche (generiche e specialistiche) e di assistenza specifica sostenute nel 2020 sia nel proprio interesse che per i familiari fiscalmente a carico (ad es. prestazioni chirur­giche, per ana­­lisi, per prestazioni specialistiche, per l’acquisto/affitto di protesi sanitarie, per assistenza in­fermieristica e riabilitativa, per prestazioni chiropratiche);
  • spese per l’acquisto di medicinali: fatture o scontrini fiscali contenenti la specificazione della na­­­tura, qualità (numero di autorizzazione all’immissione in commercio rilasciata dall’Agenzia ita­­­­lia­na del farmaco) e quantità dei beni e l’indicazione del codice fiscale del destinatario; fat­ture o scontrini fiscali relativi a preparazioni galeniche; documentazione rilasciata dalla far­ma­cia estera;
  • spese per l’acquisto di dispositivi medici: fatture o scontrini fiscali contenenti il codice fisca­le del destinatario e la descrizione del dispositivo medico, che deve essere contrassegnato dalla marcatura CE;
  • spese sostenute in favore di soggetti con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici;
  • spese sanitarie sostenute nell’interesse dei familiari non fiscalmente a carico, affetti da patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica (“ticket”);
  • spese mediche chirurgiche e specialistiche sostenute da portatori di handicap;
  • documentazione relativa a rimborsi delle spese sanitarie;
  • spese per i mezzi necessari per l’accompagnamento, la deambulazione, la locomozione e il sollevamento, compresi i veicoli adattati, relativi a soggetti portatori di handicap;
  • spese per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici per soggetti portatori di handicap e di ca­ni-guida per soggetti non vedenti;
  • spese di interpretariato per soggetti sordi;
  • spese veterinarie;
  • interessi passivi e altri oneri pagati su prestiti o mutui agrari;
  • interessi passivi ed altri oneri pagati in relazione ai mutui ipotecari per l’acquisto, la costru­zione o la ristrutturazione di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale, compresa la re­lativa documentazione (contratto di mutuo, contratto di acquisto, spese notarili, spese di istruttoria bancaria, ecc.);
  • interessi passivi ed altri oneri pagati in relazione a mutui (anche non ipotecari) contratti nel 1997 per interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione di edifici;
  • interessi passivi su mutui stipulati prima del 1993 per l’acquisto di immobili diversi dall’abi­ta­zione principale;
  • canoni e relativi oneri accessori, oltre al costo di riscatto, derivanti da contratti di locazione fi­nanziaria stipulati per acquistare un immobile da destinare ad abitazione principale;
  • contributi pubblici ricevuti per il pagamento degli interessi passivi relativi ai mutui immo­biliari ed eventuali revoche;
  • spese per la manutenzione, protezione o restauro di beni culturali o ambientali vincolati;
  • provvigioni pagate nel 2020 ad intermediari immobiliari per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, anche a seguito di contratto preliminare registrato;
  • premi versati nel 2020 per polizze vita o infortuni, derivanti da contratti stipulati o rinnovati sino al 31.12.2000;
  • premi versati nel 2020 per assicurazioni sul rischio morte, invalidità permanente non infe­riore al 5% o non autosufficienza nel compimento degli atti quotidiani, derivanti da contratti stipulati o rinnovati dall’1.1.2001;
  • premi versati nel 2020 per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi relati­va­mente a unità immobiliari ad uso abitativo, in relazione a polizze stipulate dall’1.1.2018;
  • spese sostenute nel 2020 per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale;
  • spese sostenute nel 2020 per la frequenza di asili nido da parte di figli fino a 3 anni di età;
  • spese sostenute nel 2020 per la frequenza delle scuole dell’infanzia, delle scuole primarie, del­le scuole secondarie di primo grado e delle scuole secondarie di secondo grado, pubbliche o private;
  • spese sostenute nel 2020 per la frequenza, presso università statali o non statali, anche este­re, di corsi di istruzione universitaria, di master, di corsi di perfezionamento o di specializ­za­zione universitaria, di dottorati di ricerca;
  • spese sostenute nel 2020 per la frequenza di Conservatori musicali e di Scuole di specializ­zazione per l’abilitazione all’insegnamento;
  • spese sostenute nel 2020 per i canoni di locazione, i contratti di ospitalità o gli atti di asse­gnazione relativi a studenti universitari “fuori sede”, anche in relazione ad Università all’estero;
  • spese per l’istruzione in relazione alle quali è stata riconosciuta una borsa di studio dalle Regioni o dalle Province autonome di Trento e Bolzano;
  • spese per il riscatto della laurea di familiari a carico che non hanno ancora iniziato a lavorare;
  • spese sostenute nel 2020 per la pratica sportiva dilettantistica dei ragazzi di età compre­sa tra 5 e 18 anni;
  • spese per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti (c.d. “badanti”), anche se so­stenute per familiari a carico;
  • spese per prestazioni rese da case di cura e di riposo;
  • spese funebri sostenute nel 2020, anche per per­­­­­sone defunte non legate da vincoli di co­niu­gio, parentela o affinità;
  • contributi associativi alle società di mutuo soccorso;
  • erogazioni liberali a favore di istituti scolastici, istituti di alta formazione e università;
  • erogazioni liberali a favore di attività culturali e artistiche;
  • erogazioni liberali a favore di società e associazioni sportive dilettantistiche;
  • erogazioni liberali a favore di popolazioni colpite da calamità o da altri eventi straordinari, avvenuti anche all’estero;
  • erogazioni liberali a favore di enti operanti nello spettacolo e di fondazioni operanti nel setto­re musicale;
  • erogazioni liberali a favore della società di cultura “La Biennale di Venezia”;
  • erogazioni liberali a favore dell’ospedale “Galliera” di Genova per l’attività del registro nazio­nale dei donatori di midollo osseo;
  • erogazioni liberali al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

Dall’1.1.2020, la detrazione IRPEF del 19% (sono escluse le detrazioni con percentuali diverse) spetta soltanto se il pagamento dell’onere è avvenuto con:

  • bonifico bancario o postale;
  • altri sistemi di pagamento, diversi dal pagamento in contante, previsti dall’art. 23 del DLgs. 241/97 (es. carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari).

L’obbligo della tracciabilità dei pagamenti non riguarda le spese sostenute per l’acquisto di medi­ci­nali e dispositivi medici e per le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Ove ricorra l’obbligo di tracciabilità, occorre produrre anche la documentazione relativa alle mo­da­lità di pagamento (es. ricevute dei bonifici, ricevute dei pagamenti mediante carta di debito o di credito, estratti conto bancari o postali).

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 20%:

  • bonus vacanze” utilizzato entro il 31.12.2020, sul quale è possibile fruire della detrazione.

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 26%:

  • erogazioni liberali in denaro a favore di ONLUS e di soggetti che gestisco­no iniziative umani­tarie;
  • erogazioni liberali in denaro a favore di partiti e mo­vimenti politici.

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 30%:

  • somme investite nel capitale sociale di start up innovative, direttamente o tramite orga­nismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società di capitali che investa­no prevalen­temente in start up innovative; la detrazione spetta anche ai soci di snc e sas, pro quota, in relazione agli investimenti fatti dalla società;
  • investimenti in piccole e medie imprese (PMI) innovative;
  • erogazioni liberali, in denaro o in natura, a favore di ONLUS e associazioni di promozione sociale (APS);
  • erogazioni liberali effettuate nell’anno 2020 in favore dello Stato, delle Regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per la gestione dell’emer­-genza da COVID-19 (art. 66 del DL 18/2020).

Documentazione relativa agli oneri per investimenti in start up/PMI innovative in regime de minimis che danno diritto alla detrazione d’imposta del 50%:

  • somme investite nel capitale sociale di start up innovative in regime de minimis, per le quali è stata presentata all’Agenzia delle Entrate l’apposita istanza; la detrazione spetta in alternativa a quella ordinaria;
  • investimenti in piccole e medie imprese (PMI) innovative in regime de minimis, per le quali è stata presentata all’Agenzia delle Entrate l’apposita istanza; la detrazione è riconosciuta in via prioritaria rispetto a quella ordinaria.

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 35%:

  • erogazioni liberali, in denaro o in natura, a favore di organizzazioni di volontariato (ODV).

Documentazione relativa agli oneri per la “pace contributiva” che danno diritto alla de­tra­zione d’imposta del 50%

Oneri sostenuti nel 2020 per fruire del riscatto dei periodi non coperti da contribuzione da parte di coloro che al 31.12.95 non avevano anzianità contributiva (c.d. “pace contributiva” di cui all’art. 20 del DL 28.1.2019 n. 4).

La detrazione spetta anche ai superstiti dell’assicurato o ai suoi parenti ed affini entro il secondo gra­do che hanno presentato domanda e sostenuto l’onere per conto dell’assicurato stesso.

La detrazione spetta sull’ammontare effettivamente versato nel corso del 2020 ed è ripartita in 5 rate annuali di pari importo.

Non può essere detratta la spesa sostenuta nel 2020 che è stata fruita in sostituzione delle re­tri­buzioni premiali e indicata nella Certificazione Unica 2021.

Documentazione relativa alle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici che danno diritto alla detrazione del 50% o del 110%

Spetta la detrazione del 50% per le spese sostenute dall’1.3.2019 al 31.12.2020 per l’acquisto e la posa in opera delle infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (c.d. “wall box”) dei privati, compresi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino ad un massimo di 7 kW.

La detrazione compete nella misura del 110% per le spese sostenute dall’1.7.2020 al 31.12.2020, a determinate condizioni.

Documentazione relativa alle spese per gli interventi di recupero edilizio che danno diritto alla detrazione del 36-50% (110% per gli impianti fotovoltaici):

  • codice fiscale del condominio, della società di persone o di altri enti di cui all’art. 5 del TUIR (in assenza del codice fiscale del condominio minimo docu­mentazione ordinariamente richiesta per comprovare il diritto all’agevolazione, una autocer­tifi­cazione che attesti la natura dei lavori effettuati e indichi i dati catastali delle unità immobiliari facenti parte del condominio);
  • dati catastali degli immobili oggetto di intervento; nel caso in cui i lavori sia­no effettuati dal de­tentore (es. conduttore), anziché dal possessore, estremi di registra­zione del­l’atto che costi­tui­sce il titolo per la detenzione (es. contratto di locazione);
  • documentazione relativa agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino di immobili dan­neg­giati a seguito di eventi calamitosi, qualora sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • comunicazione preventiva all’azienda sanitaria locale (ASL) ter­ri­to­rial­mente competente della da­ta di inizio dei lavori, qualora tale co­mu­nicazione sia obbligatoria secondo le vigenti dispo­sizioni in materia di sicurez­za dei cantieri;
  • ricevute di effettuazione dei pagamenti tramite bonifico bancario o postale;
  • ricevute di pagamento delle spese relative ad oneri di urbanizzazione, TOSAP, imposta di bol­lo e diritti per concessioni, autorizzazioni e denunce inizio lavori, in relazione ai lavori edilizi age­volabili, an­che se non effettuate con bonifico bancario o postale;
  • fatture rilasciate dal soggetto che ha eseguito i lavori;
  • certificazione dell’amministratore di condominio della quota delle spese sulle parti comuni che danno diritto alla detrazione;
  • attestazione del venditore delle spese sostenute per la realizzazione di box o posti auto perti­nen­ziali, acquistati nel 2020 anche mediante contratto preliminare di compravendita registrato oppure tramite atto di assegnazione delle cooperative edilizie;
  • eventuali atti di assenso (licenze, concessioni e autorizzazioni edilizie, ecc.) relativi a lavori av­viati nel 2020 (al fine di verificare se si tratta di mera continuazione di interventi pregressi);
  • documentazione relativa agli interventi effettuati e alle detrazioni usufruite dal venditore, dal do­nante o dal defunto, in caso di vendita, donazione o successione, qualora il diritto alla detrazio­ne si trasferisca all’acquirente, donatario o erede;
  • comunicazione all’ENEA in relazione agli interventi ultimati dall’1.1.2018 dai quali deriva un risparmio energetico, con la relativa ricevuta di trasmissione.

In relazione agli interventi di recupero edilizio riguardanti l’installazione di impianti solari fotovoltaici e l’installazione, contestuale o successiva, di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fo­to­­voltaici agevolati, per le spese sostenute dall’1.7.2020 al 31.12.2020 la detrazione del 50% può elevarsi al 110%, a determinate condizioni.

Documentazione relativa all’acquisto di unità immobiliari in fabbricati interamente ristrutturati da imprese che danno diritto alla detrazione del 36-50%:

  • atto di acquisto, assegnazione o preliminare di vendita registrato dell’unità immobiliare dal qua­­le si evinca la data di inizio e fine lavori nonché il numero dei contitolari, situata in un fab­bricato interamente ri­strut­turato da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare o da coope­ra­tive edili­zie, ovvero documentazione di acconti già versati;
  • in alternativa, dichiarazione dell’impresa di costruzione o dalla cooperativa edilizia che attesti le sopracitate condizioni;
  • codice fiscale dell’impresa o della cooperativa che ha effettuato i lavori.

Documentazione relativa agli interventi antisismici che danno diritto alla detrazione del 65%

Documentazione relativa alle spese sostenute dal 4.8.2013 al 31.12.2016 per interventi relativi all’a­do­zione di misure antisismiche:

  • le cui procedure autorizzatorie sono state attivate dal 4.8.2013;
  • su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 o 2);
  • riguardanti costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive (agricole, pro­fes­sio­­nali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali).

Documentazione relativa agli interventi antisismici che danno diritto alla detrazione dal 50% al 110% (c.d. “sismabonus”)

Documentazione relativa alle spese sostenute dal 2017 al 2020 per interventi relativi all’a­do­zione di misure antisismiche:

  • le cui procedure autorizzatorie sono state attivate dall’1.1.2017;
  • su edifici ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 o 3;
  • riguardanti costruzioni adibite ad abitazione o ad attività produttive (agricole, professionali, pro­duttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali);
  • comunicazione all’ENEA in relazione agli interventi ultimati dall’1.1.2018 dai quali deriva un risparmio energetico, con la relativa ricevuta di trasmissione.

Verificare il possesso delle asseverazioni richieste per gli interventi antisismici con percentuale di detrazione del 70% o 80%, 75% o 85% (co. 1-quater e 1-quinquies dell’art. 16 del DL 63/2013).

Per le spese sostenute dall’1.7.2020 al 31.12.2020, la detrazione è elevata al 110% ove siano rispettati i requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti (asseverazione sempre necessaria).

Se per gli interventi di miglioramento sismico spetta la detrazione al 110% e se il beneficiario della detrazione opta per la cessione del corrispondente credito all’impresa di assicurazione con la quale stipula contestualmente una polizza che copre il rischio di eventi cala­mi­tosi, sul premio assicurativo la detrazione del 19% è elevata al 90%.

Documentazione relativa agli acquisti di unità immobiliari in edifici antisismici che danno diritto alla detrazione del 75%, 85% o 110% (c.d. “sismabonus acquisti”)

Documentazione relativa alle spese sostenute dal 2017 al 2020 per l’acquisto di unità immobiliari:

  • le cui procedure autorizzatorie degli interventi di demolizione e ricostruzione del­l’in­­tero edificio devono essere iniziate suc­ces­si­va­mente all’1.1.2017;
  • nei Comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 ai sensi dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri4.2006 n. 3519;
  • oggetto di interventi relativi all’a­dozione di misure antisismiche realizzati da parte di imprese di co­struzione o di ristrutturazione immobiliare, mediante demolizione e ricostruzione di interi edi­­­­fici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edi­fi­cio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, le quali prov­ve­dano, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell’im­mo­bile;
  • comunicazione all’ENEA in relazione agli interventi ultimati dall’1.1.2018 dai quali deriva un risparmio energetico, con la relativa ricevuta di trasmissione.

Per le spese sostenute dall’1.7.2020 al 31.12.2020, la detrazione è elevata al 110% ove siano rispettati i requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti (asseverazione sempre necessaria).

Documentazione relativa agli interventi antisismici combinati con quelli di riqualificazione energetica, sulle parti comuni condominiali, che danno diritto alla detrazione dell’80% o dell’85% (c.d. “bonus combinato sisma-eco”)

Documentazione relativa alle spese sostenute dal 2018 al 2020 per gli interventi su parti comuni di edifici condominiali:

  • le cui procedure autorizzatorie sono state attivate dall’1.1.2017;
  • ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3;
  • finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica.

Documentazione relativa agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti che danno diritto alla detrazione dal 50% al 110% (c.d. “ecobonus” e “superbonus”)

  • fatture o ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute (ovvero altra idonea do­­cumentazione rilasciata da soggetti non tenuti all’osservanza della normativa IVA);
  • ricevute di effettuazione dei pagamenti tramite bonifico bancario o postale (sono esclusi i sog­getti titolari di reddito d’impresa);
  • altra documentazione attestante i pagamenti effettuati (solo per soggetti titolari di redditi d’im­pre­sa);
  • copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi effettuati sulle parti comuni del condominio;
  • dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori effet­tuati dal detentore;
  • asseverazione del tecnico abilitato (ovvero asseverazione del direttore dei lavori o cer­ti­fica­zione dei produttori di beni con deter­minate caratteristiche energetiche);
  • attestato di certificazione energetica o di qualificazione energetica, rilasciato da un tecnico abilita­to (ove necessario in relazione ai lavori eseguiti);
  • copia della scheda informativa relativa agli interventi realizzati, inviata all’ENEA, con la relativa ricevuta di trasmissione;
  • attestazione della mancata conclusione dei lavori nel 2020;
  • documentazione relativa ad even­tuali incentivi riconosciuti, per i medesimi interventi, dall’Unione europea, dalle Regioni o dagli enti locali;
  • documentazione relativa agli interventi effettuati e alle detrazioni usufruite dal venditore, dal do­nante o dal defunto, in caso di vendita, donazione o successione, qualora il diritto alla detra­zione si trasferisca all’acquirente, donatario o erede.

La detrazione è riconosciuta anche per le spese sostenute:

  • dall’1.1.2015 per l’acquisto e la posa in opera di im­pianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili e di schermature solari;
  • dall’1.1.2016 per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione di acqua calda e/o climatiz­zazione delle unità abitative, che garantiscono un funzionamento efficiente degli impianti;
  • dall’1.1.2018 per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti.

Per le spese sostenute dall’1.7.2020 al 31.12.2020, la detrazione è elevata al 110% per alcuni interventi di riqualificazione energetica ove siano rispettati i requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti (asseverazione sempre necessaria).

Documentazione relativa agli interventi di rifacimento delle facciate degli edifici che danno diritto alla detrazione del 90% (c.d. “bonus facciate”)

Documentazione relativa alle spese sostenute nel 2020 per:

  • gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna (so­no am­mes­si al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opa­­che della fac­ciata, su balconi o su ornamenti e fregi);
  • di edifici ubicati in zona A o B ai sensi del DM 2.4.68 n. 1444 o in zone ad esse assimilabili in base alla normativa re­gionale e ai regola­menti edilizi comunali.

In particolare:

  • fatture o ricevute fiscali, con la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acqui­siti;
  • ricevute di effettuazione dei pagamenti tramite bonifico bancario o postale (sono esclusi i sog­getti titolari di reddito d’impresa);
  • eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edi­li­zia in relazione alla tipologia di lavori;
  • dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, qualora si tratti di lavori per i quali non sono ne­ces­sarie comunicazioni o titoli abilitativi;
  • comunicazione preventiva all’azienda sanitaria locale (ASL) ter­ri­to­rial­mente competente della data di inizio dei lavori, qualora tale co­mu­nicazione sia obbligatoria secondo le vigenti dispo­si­zioni in materia di sicurez­za dei cantieri;
  • certificazione dell’amministratore di condominio della quota delle spese relative alle parti comuni che danno diritto alla detrazione.

Documentazione relativa al c.d. “bonus verde” che dà diritto alla detrazione del 36%

Documentazione relativa alle spese sostenute dal 2018 al 2020 per:

  • la “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La detrazione spetta anche in relazione agli interventi sulle parti comuni condominiali e per le spese di progettazione e manutenzione connesse ai suddetti interventi.

In particolare:

  • fatture di acquisto o ricevute fiscali, con la specificazione della natura, qualità e quantità dei be­ni e servizi acqui­siti;
  • documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta tran­sazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente, assegni bancari o postali);
  • eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edi­lizia in relazione alla tipologia di lavori;
  • dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, qualora si tratti di lavori per i quali non sono ne­ces­­sarie comunicazioni o titoli abilitativi;
  • certificazione dell’amministratore di condominio della quota delle spese relative alle parti comuni che danno diritto alla detrazione.

Documentazione relativa al c.d. “bonus mobili” che dà diritto alla detrazione del 50%

Documentazione relativa alle spese sostenute dal 6.6.2013 al 31.12.2020:

  • per l’acquisto di mobili, grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla “A+” (ov­vero classe “A” per i forni) in relazione alle apparecchiature per le quali è obbligatoria l’eti­chet­ta energetica, oppure grandi elettrodomestici per i quali non sia ancora previsto l’obbligo di eti­chetta energetica, comprese le spese di trasporto e di montaggio;
  • finalizzati all’arredo di unità immobiliari residenziali:
  • oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo o ma­nu­tenzione straordinaria;
  • oggetto di ricostruzione o ripristino a seguito di eventi calamitosi, sempreché sia stato di­chiarato lo stato di emergenza.

La detrazione spetta anche in relazione ai mobili e agli elettrodomestici destinati alle parti comuni condominiali:

  • di un edificio residenziale (es. guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni con­­do­­miniali, lavatoi, ecc.);
  • oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, ma­nu­­ten­zione straordinaria od ordinaria.

In particolare:

  • per le spese sostenute nel 2020, verificare che gli interventi di recupero del patri­mo­­nio edilizio siano iniziati dall’1.1.2019;
  • fatture di acquisto, con la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acqui­siti;
  • documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta tran­­­sazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente);
  • eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edili­zia in relazione alla tipologia di lavori;
  • comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’azienda sanitaria locale (ASL), qualora obbligatoria;
  • dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, qualora si tratti di lavori per i quali non sono ne­ces­sarie comunicazioni o titoli abilitativi;
  • certificazione dell’amministratore di condominio della quota delle spese relative alle parti comuni che danno diritto alla detrazione;
  • comunicazione all’ENEA in relazione agli acquisti effettuati dall’1.1.2018 di elettrodomestici dai quali deriva un risparmio energetico, con la relativa ricevuta di trasmissione.

Documentazione relativa al c.d. “bonus mobili” per le giovani coppie che dà diritto alla de­trazione del 50%

Documentazione relativa alle spese sostenute dall’1.1.2016 al 31.12.2016 per l’acquisto di mobili da parte delle giovani coppie che nel 2015 o 2016 hanno acquistato un’unità immobiliare da adi­bire ad abitazione principale.

In particolare:

  • atto di acquisto dell’immobile da cui rilevare la data in cui è stato effettuato e che in capo all’acquirente sia soddisfatto il requisito anagrafico dell’età;
  • fatture di acquisto, ricevute fiscali o scontrini parlanti con la specificazione della natura, qua­lità e quantità dei beni e servizi acquisiti;
  • documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avve­nuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di adde­bito sul conto corrente).

La detrazione spetta per le sole spese sostenute nel 2016 e la suddetta documentazione deve es­sere prodotta per il riconoscimento delle successive rate, se non già in possesso dello Studio.

Documentazione relativa all’acquisto di immobili di classe energetica A e B che danno diritto alla detrazione del 50% dell’IVA

Documentazione relativa alle spese sostenute, dall’1.1.2016 al 31.12.2017, per l’acquisto di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B ai sensi della normativa vigen­te, cedute dalle imprese costruttrici, di ripristino o di ristrutturazione delle stesse.

In particolare:

  • atto di acquisto dell’immobile avvenuto nel 2016 o 2017 (deve potersi evincere che l’immobile è stato acquistato dall’impresa costruttrice, di ripristino o di ristrutturazione, la destinazione d’uso dell’immobile e la classe energetica, il vincolo pertinenziale in caso di acquisto di pertinenze);
  • fatture di acquisto da cui si rilevi l’importo dell’IVA pagata nel 2016 e/o 2017.

La documentazione relativa agli acquisti avvenuti nel 2016 o 2017 deve essere prodotta per il ricono­scimento delle successive rate della detrazione, se non già in possesso dello Studio.

Documentazione relativa ai contratti di locazione dell’abitazione principale:

  • eventuale contratto di locazione dell’abitazione principale, stipulato ai sensi della L. 431/98, sia a canone “convenzionale” che “libero”, compresi i contratti di durata transitoria;
  • documentazione riguardante eventuali contributi pubblici ricevuti per il pagamento dei canoni di locazione;
  • eventuale contratto di locazione da parte di lavoratori dipendenti che hanno trasferito la pro­pria residenza (in un Comune distante oltre 100 Km e situato in una Regione diversa) per motivi di lavoro e che per questo trasferimento sono stati costretti a prendere in loca­zione un alloggio.

RICHIESTA INFORMAZIONI PER I REDDITI PROFESSIONALI

Di seguito abbiamo predisposto una scheda che riepiloga i dati e le informazioni necessarie al no­stro Studio per la compilazione della dichiarazione REDDITI 2021 relativa ai redditi di lavoro auto­nomo dei professionisti.

In Allegato si trasmette copia del modello di richiesta dati ai fini dell’applicazione degli indici sin­tetici di affidabilità fiscale (ISA).

Il modello deve essere allegato alla dichiarazione dei redditi e deve essere inviato telema­tica­mente all’Amministrazione finanziaria.

Al fine di facilitare la procedura di invio telematico, si prega di restituire il modello debitamente compilato.

Lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

SCHEDA RICHIESTA INFORMAZIONI/DOCUMENTAZIONE
PER I REDDITI PROFESSIONALI

Nome e cognome cliente ………………………………………………………………………………………….

  • registri IVA per l’anno 2020 (in alternativa, le fatture emesse e ricevute nel 2020 per i soggetti in regime di vantaggio e forfetario);
  • registro “incassi e pagamenti” se in contabilità semplificata (ove tenuto);
  • registro movimentazioni finanziarie se in contabilità ordinaria;
  • registro beni ammortizzabili (ove tenuto);
  • registro delle somme in deposito (ove tenuto);
  • fatture acquisto/vendita cespiti (inclusi immobili) effettuati nel 2020;
  • fatture relative a cessione di clientela o altre attività immateriali (es. marchio);
  • contratti di leasing esistenti; occorre distinguere tra:
  • contratti stipulati prima del 29.4.2012;
  • contratti stipulati tra il 29.4.2012 e il 31.12.2013;
  • contratti stipulati a partire dall’1.1.2014;
  • costo del personale, con separata indicazione di quello eventualmente addetto ad attività di ricerca e sviluppo: retribuzioni erogate nel corso dell’anno, prospetto TFR, ratei maturati, pro­spetto nuove assunzioni, copia delle denunce INPS e INAIL, costi totali sostenuti per gli ap­prendisti, per i disabili e per i contratti di inserimento;
  • costi dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di lavoro a progetto (com­presi i contributi INPS e i premi INAIL), delle prestazioni occasionali (compresi gli eventuali contributi INPS) e delle borse di studio;
  • spese per vitto e alloggio sostenute nel 2020, specificando quelle relative a convegni, congressi e corsi di formazione;
  • certificazioni dei sostituti d’imposta attestanti le ritenute subite nel 2020 (di regola, Certifica­zione Unica 2021);
  • in mancanza delle certificazioni di cui al punto precedente, documentazione, proveniente da banche o altri intermediari finanziari, idonea a comprovare l’importo del compenso netto effet­ti­vamente percepito (es. ricevute di bonifici accreditati, estratti conto), al netto della ritenuta, così come risultante dalle relative fatture;
  • ammontare delle spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione straordina­ria de­gli immobili utilizzati per l’esercizio della professione;
  • versamenti effettuati nel 2020 a titolo di IMU, IMI (solo per la Provincia autonoma di Bolzano), IMIS (solo per la Provincia autonoma di Trento) e TASI (in caso di versamento tardivo);
  • estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari mediante i quali sono state effettuate tutte le operazioni attive e passive relative all’esercizio dell’attività professionale;
  • modelli F24 di versamento di tributi e contributi eseguiti dall’1.1.2020 fino al momento di pre­sen­tazione della dichiarazione, con eventuali compensazioni, anche se con saldo zero (se non gestiti dallo Studio); indicare eventuali versamenti in eccesso effettuati per errore e per i quali non sia stata attivata la procedura di rimborso.

RICHIESTA INFORMAZIONI PER I TITOLARI DI REDDITO D’IMPRESA

Di seguito abbiamo predisposto una scheda che riepiloga i dati e le informazioni necessarie al no­stro Studio per la compilazione della dichiarazione REDDITI 2021 relativa ai redditi d’impresa per gli imprenditori individuali e le società di persone.

In Allegato si trasmette copia del modello di richiesta dati ai fini dell’applicazione degli indici sin­tetici di affidabilità fiscale (ISA).

Il modello deve essere allegato alla dichiarazione dei redditi e deve essere inviato telema­tica­men­te all’Amministrazione finanziaria.

Al fine di facilitare la procedura di invio telematico si prega di restituire il modello debitamente com­pilato.

Lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

SCHEDA RICHIESTA INFORMAZIONI/DOCUMENTAZIONE PER I TITOLARI
DI REDDITO DI IMPRESA (DITTE INDIVIDUALI E SOCIETÀ DI PERSONE)

Nome e cognome/ragione sociale ………………………………….………………………………………….

  • registri IVA per il 2020 (in alternativa, le fatture emesse e ricevute nel 2020 per i soggetti in regime di vantaggio e forfetario);
  • registri cronologici dei ricavi percepiti e delle spese sostenutese in contabilità semplificata (ove tenuti);
  • registro beni ammortizzabili con allegazione fatture operazioni di acquisto/vendita effettuate nel 2020;
  • per i fabbricati strumentali costruiti su aree precedentemente acquisite, gli atti di acquisto di tali aree;
  • per i fabbricati, diversi da quelli destinati alla vendita, le eventuali perizie redatte ai fini della rivalutazione del costo iscritto in bilancio (evidenziando distintamente se l’impresa opera nei settori alberghiero o termale);
  • versamenti effettuati nel 2020 a titolo di IMU, IMI (solo per la Provincia autonoma di Bolzano), IMIS (solo per la Provincia autonoma di Trento) e TASI (in caso di versamento tardivo);
  • documentazione inerente a viaggi nei quali si sono promossi i prodotti/servizi dell’impresa, a feste ed eventi di intrattenimento organizzati per particolari ricorrenze (anniversari dell’atti­vità aziendale, inaugurazione di sedi, ecc.), alle feste o ricevimenti organizzati in occasione di fiere ed eventi similari, agli omaggi;
  • documentazione relativa a spese alberghiere e di ristorazione;
  • atti di registrazione dei brevetti;
  • fatture di acquisto/vendita di autovetture e di veicoli a motore;
  • atti di costituzione di ipoteca su immobili destinati alla locazione a garanzia di finanziamenti;
  • canoni derivanti dalla locazione di “alloggi sociali”;
  • documentazione relativa a cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di enti pubblici;
  • documentazione relativa alla capitalizzazione di costi;
  • contratti di leasing esistenti; occorre distinguere tra:
  • contratti stipulati prima del 29.4.2012;
  • contratti stipulati tra il 29.4.2012 e il 31.12.2013;
  • contratti stipulati a partire dall’1.1.2014;
  • documentazione (atti di acquisto, ecc.) dei fabbricati a destinazione abitativa acquistati negli anni 2018, 2019 e 2020 e dei fabbricati iscritti nella categoria catastale A/10; occorre avere separata evidenza degli immobili abitativi situati in Comuni con meno di 1.000 abitanti;
  • costo del personale: retribuzioni erogate nel corso dell’anno, prospetto TFR, ratei maturati, pro­spetto nuove assunzioni, copia delle denunce INPS e INAIL, costi totali sostenuti per gli ap­pren­disti, per i disabili e per i contratti di inserimento;
  • corrispettivi spettanti alle seguenti categorie di soggetti:
  • società e associazioni sportive dilettantistiche;
  • fondazioni costituite da istituzioni scolastiche;
  • associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva;
  • spese per acquisto di beni/servizi destinati, anche indirettamente, a medici, veterinari o farma­cisti, allo scopo di agevolare, in qualsiasi modo, la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto ad uso farmaceutico;
  • interessi di mora maturati o incassati/pagati nel corso del 2020;
  • crediti d’imposta maturati nel corso del 2020;
  • magazzino: inventario analitico finale al 31.12.2020; criteri di valutazione utilizzati; nel caso di opzione per il regime dei contribuenti minimi, dati relativi al magazzino all’1.1.2020;
  • ogni altro documento di spesa o ricavo inerente l’attività di impresa che risulti in tutto o in parte di competenza del 2020: premi di assicurazione con periodo a cavallo d’anno; fatture ricevute e/o emesse nel 2021 ma riferite a consegne con documento di trasporto datato 2020, ecc.;
  • per le partecipazioni cedute, indicazione della data di acquisizione e di cessione, nonché del­l’attività esercitata dalla società partecipata;
  • per i crediti verso clienti, indicazione separata di quelli di importo non superiore a500,00 euro (5.000,00 euro, in caso di volume d’affari o ricavi superiori a 100 milioni di euro), scaduti da più di 6 mesi al termine del periodo d’imposta e non ancora incassati;
  • istanze avanzate all’Agenzia delle Entrate per la disapplicazione del regime delle società non operative e delle società in perdita sistematica relativamente a precedenti periodi d’imposta, con relativa risposta dell’Agen­zia;
  • certificazioni dei sostituti d’imposta (di regola, Certificazione Unica 2021) attestanti le ritenute subite nel 2020 (es. provvigioni, prestazioni effettuate a favore dei condomìni, prestazioni relative ad interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici);
  • in mancanza delle certificazioni di cui al punto precedente, documentazione, proveniente da banche o altri intermediari finanziari, idonea a comprovare l’importo del compenso netto ef­fet­tivamente percepito (es. ricevute di bonifici accreditati, estratti conto), al netto della rite­nu­ta, così come risultante dalle relative fatture;
  • copia dei contratti di agenzia, unitamente ai dati delle provvigioni per contratti non ancora ese­guiti;
  • dettaglio dei costi e dei ricavi derivanti da operazioni con società del gruppo non residenti, unita­mente alla eventuale documentazione (se non gestita dallo Studio) atta a dimostrare la congruità dei corrispettivi praticati;
  • dettaglio dei beni concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore nel corso del 2020, unitamente al corrispettivo eventualmente richiesto al socio o familiare;
  • modelli F24 di versamento di tributi e contributi eseguiti dall’1.1.2020 fino al momento di pre­sentazione della dichiarazione, con eventuali compensazioni, anche se con saldo zero (se non gestiti dallo Studio); indicare eventuali versamenti in eccesso effettuati per errore e per i quali non sia stata attivata la procedura di rimborso;
  • prospetto dei soci esistenti alla fine del 2020, specificando per ciascuno di essi se l’attività nel­l’im­presa ha costituito attività prevalente nel corso dell’anno (o soltanto per alcuni mesi). Spe­cificare inoltre quali soci o associati hanno prestato attività nel 2020 ma non risultano più tali alla chiusura dell’esercizio, nonché eventuali variazioni dei soci intervenute nel 2021;
  • estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari mediante i quali sono state effet­tuate tutte le operazioni attive e passive relative all’esercizio dell’attività d’impresa;
  • dati dell’abbonamento speciale RAI per la detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radio o radio-televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pub­blico o impiegati a scopo di lucro diretto o indiretto;
  • spese relative agli interventi “edilizi” per i quali spettano detrazioni fiscali (ad esempio il c.d. “ecobonus” o il “sismabonus”);
  • erogazioni liberali effettuate nell’anno 2020 in favore dello Stato, delle Regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per la gestione dell’emer­-genza da COVID-19, che sono interamente deducibili dal reddito d’impresa (art. 66 del
    DL 18/2020).

Per i soggetti in contabilità ordinaria sono altresì richiesti:

  • bilancio di verifica al 31.12.2020;
  • eventuali scritture di rettifica ed assestamento già predisposte ma non contabilizzate in rela­zione al bilancio al 31.12.2020;
  • libro degli inventari;
  • conti di mastro aggiornati al 31.12.2020.

Dati utili per il calcolo di agevolazioni:

  • costo d’acquisto (o canoni di leasing) di nuovi beni materiali strumentali nei casi di investimenti effettuati entro il 31.12.2020 per i quali entro il 31.12.2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acqui­sizione (ai fini del “super-ammortamento”);
  • costo d’acquisto (o canoni di leasing) di nuovi beni materiali strumentali “4.0” nei casi di inve­stimenti effettuati nel 2020 per i quali entro il 31.12.2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione (ai fini dell’“iper-ammortamento”);
  • costi di acquisto (o canoni di leasing) di beni strumentali immateriali “Industria 4.0” nei casi di investimenti effettuati nel 2020 per i quali entro il 31.12.2019 l’ordine risulti accettato dal ven­ditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione (ai fini della maggiorazione del 40% per i soggetti che bene­fi­ciano dell’“iper-ammortamento”);
  • costo d’acquisto (o canoni di leasing) di nuovi beni materiali strumentali ordinari relativi al pe­rio­do 1.1.2020 – 15.11.2020, ai fini del credito d’imposta per investimenti di cui all’art. 1 co. 188 della L. 160/2019;
  • costo d’acquisto (o canoni di leasing) di nuovi beni materiali strumentali “Industria 4.0” relativi al periodo 1.1.2020 – 15.11.2020, ai fini del credito d’imposta per investimenti di cui all’art. 1 co. 189 della L. 160/2019;
  • costo d’acquisto (o canoni di leasing) di nuovi beni strumentali immateriali “Industria 4.0” relativi al periodo 1.1.2020 – 15.11.2020, ai fini del credito d’imposta per investimenti di cui all’art. 1 co. 190 della L. 160/2019;
  • costo d’acquisto (o canoni di leasing) di nuovi beni materiali e immateriali strumentali ordinari relativi al periodo 16.11.2020 – 31.12.2020, ai fini del credito d’imposta per investimenti di cui all’art. 1 co. 1054 della L. 178/2020;
  • costo d’acquisto (o canoni di leasing) di nuovi beni materiali strumentali “Industria 4.0” relativi al periodo 16.11.2020 – 31.12.2020, ai fini del credito d’imposta per investimenti di cui all’art. 1 co. 1056 della L. 178/2020;
  • costo d’acquisto (o canoni di leasing) di nuovi beni strumentali immateriali “Industria 4.0” rela­tivi al periodo 16.11.2020 – 31.12.2020, ai fini del credito d’imposta per investimenti di cui all’art. 1 co. 1058 della L. 178/2020;
  • costo del personale dipendente o in rapporto di collaborazione o di lavoro autonomo addetto ad atti­vità di ricerca e sviluppo e innovazione;
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione outilizzazione di beni materiali mobili e software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo e innovazione;
  • documentazione relativa a spese per contratti di ricerca extra-muros, con particolare riferi­men­to a contratti di ricerca stipulati con università o start up innovative;
  • spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di ricerca e sviluppo e innovazione;
  • spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo e innovazione ammissibili al credito d’imposta svolti internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota;
  • documentazione relativa all’utilizzo diretto o alla concessione in uso a terzi di beni immate­ria­li agevolabili con il regime di Patent box (es. software coperto da copyright, marchi, brevetti);
  • compensi corrisposti ad avvocati ed arbitri per i procedimenti di negoziazione assistita e arbi­trato;
  • aumenti di capitale sottoscritti in società del gruppo, o finanziamenti concessi ad altre società del gruppo;
  • atti di acquisto di partecipazioni, aziende o rami di azienda da altre società del gruppo;
  • atti di sottoscrizione delle quote della società provenienti da soci non residenti;
  • contributi ricevuti a fronte dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;
  • spese per l’adeguamento degli ambienti di lavoro;
  • spese per la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione indi­viduale;
  • canoni di locazione di botteghe e negozi;
  • sponsorizzazioni sportive;
  • dati necessari ai fini del credito d’imposta per i fornitori di servizi in merito al “bonus vacanze”.

Informazioni aggiuntive richieste agli autotrasportatori:

  • numero delle trasferte fuori dal territorio comunale e delle trasferte all’estero effettuate dal di­pen­dente;
  • impianti di telefonia dei veicoli utilizzati per il trasporto di merci;
  • per le imprese in regime di contabilità semplificata o in contabilità ordinaria per opzione:
  • numero dei giorni di effettuazione di trasporti da parte dell’imprenditore o dei soci all’inter­no del Comune e numero dei giorni di effettuazione di trasporti al di fuori di tale ambito (ai fini della deduzione forfetaria giornaliera delle spese non documentate);
  • numero di motoveicoli e autoveicoli aventi massa complessiva a pieno carico non supe­rio­re a 3.500 kg.

Informazioni specifiche in caso di passaggio tra regimi contabili e fiscali

Per i soggetti che sono transitati dal regime di contabilità ordinaria al regime di contabilità sempli­ficata (e viceversa) sono necessarie le seguenti informazioni specifiche:

  • ricavi per vendite di beni consegnati nel 2019, con incasso del corrispettivo nel 2020;
  • ricavi per prestazioni di servizi ultimate nel 2019, con incasso del corrispettivo nel 2020;
  • acquisti di beni di consumo con consegna nel 2019 e pagamento del corrispettivo nel 2020;
  • ricavi per vendite di beni consegnati nel 2020, con incasso del corrispettivo nel 2019;
  • ricavi per prestazioni di servizi ultimate nel 2020, con incasso del corrispettivo nel 2019;
  • acquisti di beni di consumo con consegna nel 2020 e pagamento anticipato nel 2019;
  • contratti di affitto di immobili strumentali con pagamento anticipato del canone annuo;
  • contratti per prestazioni di servizi che prevedono il pagamento di acconti.